XV Memorial Mariano Ventimiglia

In questa pagina di Diario desidero raccontare del concorso artistico-letterario XV Memorial Mariano Ventimiglia, (https://www.memorialventimiglia.it/) conclusosi giorno 28 dicembre 2020, in cui ho avuto il pregio di annoverare tra i membri del comitato tecnico-organizzativo, grazie al coinvolgimento da parte di Mario Cunsolo, Presidente del Circolo letterario Pennagramma di cui faccio parte, che ringrazio della stima e della fiducia nei miei confronti.

Nel farlo, prenderò a prestito le mie stesse parole presenti in un articolo pubblicato a dicembre 2020 da Sicilia Report per l’evenienza: (alla nota 1 ho riportato il link per leggerlo)

<< Ci sono alcuni termini cardine attorno ai quali ruota il Memorial Mariano Ventimiglia, collettiva e concorso d’arte che ha luogo a Paternò (CT) da ormai quattordici anni e che pure in questo avverso anno, sebbene l’emergenza pandemica in atto, l’associazione culturale Paternesi.com e il Circolo Letterario Pennagramma hanno deciso ugualmente di organizzare.

Il primo è senza dubbio: “memoria”.

Senza memoria la vita non è vita. (..)Senza di essa non siamo nulla “scrive il neurologo e scrittore Oliver Sacks.

Le azioni della memoria sono tante e le troviamo espresse in vari verbi, la cui etimologia latina è indicativa, tra queste vi è quella del commemorare, da cum-memorare, ossia ricordare o rievocare con qualcuno o qualcuno degno di memoria – in questo caso il maestro scultore Mariano Ventimiglia che ha fatto dell’arte, scultorea nello specifico, il centro della sua vita e uno degli ambiti per il quale appunto, lo si rende annualmente degno di ricordo-. “Arte” è per conseguenza, l’altro termine cardine, di cui si riportano talune definizioni e funzioni filosoficamente tracciate nella storia, poiché ben ne esaltano l’importanza e il valore.  Per Benedetto Croce ad esempio, l’arte è il primo momento di vita dello Spirito, la prima forma della sua attività teoretica (relativa cioè alla conoscenza) frutto della sintesi di sentimento e immagine della fantasia; una sintesi che produce una conoscenza immediata, non logica, del particolare momento di rivelazione. L’atto creativo per Croce è pura azione spirituale, priva di contenuto scientifico e morale e l’oggetto fisico, l’opera, è il modo in cui quel momento lirico viene tradotto concretamente, ciò in cui il fantasma della mente dell’artista prende corpo. All’arte, la concezione romantica poi, attribuisce delle valenze veritative, ontologiche, ideali e l’artista è colui che ha la potenza di leggere dentro le strutture della natura senza scadere nella ripetitività e nello schematismo, di entrare in un rapporto empatico e panico con quest’ultima, di effettuare un’intuizione di sentimenti ed emozioni, plasmando le qualità del mondo in rappresentazioni con finalità fortemente evocative. L’arte romantica è inoltre Bildung, processo di formazione in continua metamorfosi di cui l’artista è l’interprete; un modus pensandi che avrà forti risvolti in ambito pedagogico, dove la Bildung, verrà intesa come inscindibile unione tra conoscenza e formazione della struttura umana, come percorso dinamico finalizzato alla formazione integrale della persona, una integralità che, specie nei tempi contingenti, è sempre più utopica da raggiungere. Quanto potere dunque, in un unico termine? Tanto. E in una dimensione estremamente critica come quella contingente, è sacrosanto, riporre in auge questo potere; è sacrosanto aggrapparsi ad esso e ai valori che l’arte, la memoria, ma anche la cultura (lato sensu e altro termine cardine) nella quale le prime due afferiscono, veicolano seco, affinché la frammentarietà alla quale siamo esposti si riduca. Una possibilità che tutti indistintamente devono avere. L’arte, in tal senso, deve essere democratica. “Democrazia” è infatti, un altro termine attorno a cui ruota il Memorial, intesa in questo caso come abbattimento di diseguaglianze interne[1]>>.

Per questo al concorso è stato possibile accedere qualunque fosse la categoria di appartenenza (amatoriale o professionistica) e l’età di riferimento (puerile o adulta); tutti hanno avuto il diritto di esprimersi, farsi valutare e con-correre e di farlo in assoluta gratuità. L’evento è infatti stato privo di interessi pecuniari e l’adesione è stata totalmente a titolo gratuito proprio perché tutti potessero avere l’occasione di soddisfare, mediante la propria arte e specie in questo frangente storico, l’ emergenza di comunicazione delle proprie emozioni e della verità insita in esse e così, compiere un vero e proprio atto di “bellezza”, (ultimo termine cardine) nel senso platonico di splendore del vero, ma anche nell’accezione schilleriana di collante armonico del disordine della realtà, dando vita a una vera e propria rinascita e salvezza personale.

Del resto, parafrasando il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij, la bellezza potrebbe davvero avere un ruolo salvifico. Lasciamoci quindi salvare da essa e diamole, grazie ad eventi come il Memorial Mariano Ventimiglia, il ruolo che merita.

Setting espositivo delle opere è stato quest’anno e per ovvie ragioni, non il Palazzo delle arti di Paternò dove generalmente avviene, ma lo spazio virtuale del web.

I lavori pervenuti sono stati infatti esposti sulla pagina Facebook dedicata al Memorial Ventimiglia (https://www.facebook.com/memorialmarianoventimiglia) e sul sito (https://www.memorialventimiglia.it/) che resterà operativo per un intero anno.

A consacrare la natura virtuale di questa edizione, è stato anche il premio speciale “Socialmedia” attribuito all’’opera “Stay connected” di Caterina Sciacca (https://memorialventimiglia.it/blog-detail/post/101558/stay-connected) che ha ricevuto il maggior numero di like (non potevamo non inserire una sezione social, dato il periodo attuale “estremamente social”).

Per concludere, la premiazione delle opere è stata annunciata dal presidente di giuria Ghumbert di Cattolica mediante il canale video;  tutti i partecipanti hanno ricevuto una pergamena tramite e-mail, mentre i vincitori, degli attestati d’eccellenza e non appena sarà possibile, verrà loro consegnata brevi manu la “Ragnatela”, una scultura in pietra lavica che riproduce in scala ridotta una delle opere più importanti del maestro scultore Mariano Ventimiglia, anima ispiratrice di questa nobile iniziativa.

Sarà a tal riguardo molto emozionante per me, consegnare insieme al Presidente Mario Cunsolo,  il premio sopramenzionato all’associazione LAD Onlus (crea collegamento), che ha partecipato al concorso inviando due opere  realizzate dai bambini del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Catania a cui l’associazione in questione offre spazio di vita e di creatività mediante il canale curativo dell’arte; opere che hanno vinto una menzione speciale e il premio di categoria “Disegno e collage” (https://www.memorialventimiglia.it/disegno-collage).

Con l’augurio di poter far parte anche del comitato tecnico-organizzativo della XVI edizione, mando un caro saluto a tutti ricordando che anche l’arte, così come la lettura e la scrittura, è fonte di benessere per mente, anima e corpo.

 

Fabiana Muni

_______________________

[1] Dal mio articolo per Sicilia Report https://www.siciliareport.it/arte/memorial-mariano-ventimiglia-2020-esposizione-nello-spazio-virtuale-del-web/

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